"Nel corso degli anni mi si sono appiccicate addosso tante definizioni senza che io le volessi: diagnosi, come se fossi le mie sofferenze, anziché possederle; soprannomi, che duravano il tempo di una relazione; e ne avevo bisogno e, allo stesso tempo, sentivo che non mi somigliavano mai, che mai mi dicevano intera.
Intera. L’interezza, è la risposta che dovrei dare alla domanda. Sono composta di tante parti e non tutte si incastrano bene l’una con l’altra, sono composta di tante pulsioni opposte che, senza la compressione di una definizione, rischierebbero di lacerarmi. Le altre persone mi sembrano tutte d’un pezzo, come costruite scolpendo lo stesso blocco di pietra, lo stesso ciocco di legno. Il tempo agisce su di loro sfumandone il colore, smussando certi angoli. Io invece mi sento costruita accostando materiali vari, materiali di recupero, e perdo pezzi per strada e altri li regalo sottovalutandone il ruolo nella mia costituzione, li sostituisco con altri che trovo per strada."

Source: yellowletters.wordpress.com
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